L'AMANTE DI MIO PADRE, di Farfallina

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<Jocker>
view post Posted on 16/2/2011, 21:38     +1   -1




L'amante di mio padre ha un nome e un volto. E' mia moglie. Lo guardo mentre la incula nella posizione dell'ostrica viennese, e non posso fare a meno di seguitare a toccarmi l'uccello mentre affonda la cappella nel culo.
Spero di non venire troppo alla svelta, come spesso mi succede in occasioni simili a questa. Vorrei godere a lungo del piacere che sanno trasmettermi tutt'e due mentre li guardo.
Rosalba sta sdraiata con la schiena sul letto. L'estremità dei piedi, spinti verso l'alto, le giungono dietro al capo. Ansima in maniera scomposta mentre la cappella entra ed esce a ritmo regolare dal buco del culo. Mantiene il capo ruotato verso l'armadio e si ferisce coi denti il labbro inferiore mentre guarda nella mia direzione. Non sta soffrendo a causa del cazzo che la sodomizza, ne sono certo, lei sta godendo.
Com'è potuto accadere che papà sia diventato l'amante di mia moglie non so spiegarmelo. Della tresca ho avuto sentore una sera che Rosalba e io c'eravamo intrattenuti a cena a casa dei miei genitori. Al momento del commiato l'ho vista scambiare un bacio furtivo sulla bocca con mio padre e la cosa mi ha infastidito. Non sapevano di essere visti, oppure no, sta di fatto che stavo congedandomi da mia madre, quando in uno specchio fissato a una parete alle sue spalle ho visto la loro immagine riflessa nel vetro. Parlavano sottovoce. Rosalba scuoteva la testa a ogni frase pronunciata da mio padre, poi l'ho visto avvicinare la bocca alle labbra di mia moglie e baciarla senza che lei si ritraesse.
Ho seguitato a fingere d'ascoltare le parole di mia madre, mentre prestavo attenzione soltanto alle immagini riflesse nello specchio. Quando hanno ricominciato a baciarsi ho preso commiato da mia madre e sono uscito dalla stanza con lei appresso. Ho raggiunto Rosalba, dopodiché mio padre ha aperto la porta di casa lasciando che mia moglie e io abbandonassimo l'appartamento.

Sono trascorsi solo un paio di giorni dal capriccio che mia moglie e io ci siamo tolti scopando con una coppia di Roma conosciuta al Mogambo, un privé che siamo soliti frequentare nei fine settimana. Il culo non mi brucia più e la voglia di nuove distrazioni è ancora tanta.
Rosalba e io siamo una coppia moderna. Fare sesso con uomini e donne, prendendo parte anche a orge, lo consideriamo un evento necessario alla sopravvivenza della nostra unione. Conduciamo questo tipo di esperienze ogni volta che ci capita l'occasione, assecondando il piacere che alberga in ciascuno dei due.
Ho sempre incoraggiato le fantasie erotiche di Rosalba, e lei le mie, anche se non è facile per una moglie stare a guardare il marito mentre si lascia inculare da uomini e anche da donne con cinto alla vita uno stap-on. Non penso d'essere un depravato, al contrario mi considero una persona normale, ma aperta a qualsiasi esperienza che può procurarmi piacere.
Ho cominciato a trarre godimento nell'essere penetrato nel culo quando una puttana brasiliana mi ha messo un dito nell'ano mentre scopavamo. E' accaduto molti anni fa, ma da allora non riesco a farne a meno. Quando scopo ho bisogno di sentire qualcosa nel didietro, specie dopo che su una rivista medica ho letto che nell'intestino, in vicinanza della prostata, c'è il cosiddetto punto G. Identico a quello che hanno le donne nella fica.

Di tutte le porcherie che Rosalba e io potevamo architettare di sicuro non immaginavo che sarebbe arrivata a farsi inculare da mio padre. Ma se la cosa lì per lì mi ha irritato, soprattutto perché lei mi ha tenuto all'oscuro della loro relazione, col trascorrere dei giorni la rabbia ha lasciato posto a un profondo turbamento.
Quando l'ho vista baciarsi con papà mi sono risentito, poi il ricordo della scena si è confuso con una forte eccitazione. Ho cominciato a spiarla, pedinandola, cercando di cogliere il momento in cui si sarebbe incontrata con mio padre, senza ottenere alcun risultato, perlomeno sino a oggi.
Rosalba è convinta che io sia andato a Milano per presenziare a una delle sessioni del congresso di radiologia interventistica che si tiene in quella città, invece sono rimasto nella nostra stanza da letto, nascosto dentro l'armadio con una delle ante socchiuse, e a modo mio partecipo ai loro coiti.

* * *

- Ieri ha telefonato tuo padre. Ha detto che sarebbe passato da casa nostra per ritirare la perforatrice che ti ha prestato un po' di tempo fa.
Queste le parole con cui, stamani, al mio risveglio, Rosalba mi ha comunicato che papà sarebbe venuto a casa nostra durante la mia assenza.
- Ieri sera ho dimenticato di riferirtelo, ma non ha importanza, vero?"
Ho finto di dare poca importanza alla cosa, invece sono rimasto profondamente turbato nell'apprendere la notizia.
- A che ora viene?
- Nel primo pomeriggio.
- Cioè?
- Gli ho detto di passare verso le quattro. Penso che a quell'ora sarò già tornata dal lavoro.
- Bene... bene. - ho risposto.

* * *

Accovacciato in uno scompartimento dell'armadio, nascosto alla vista di mia moglie e papà, li osservo mentre scopano attento a non fare rumore. Ho preso posto nell'armadio poco prima che arrivassero a casa. Le ante opportunamente socchiuse mi permettono di guardare con attenzione la scena che si sta sviluppando davanti ai miei occhi senza essere visto.
Mi piace guardare Rosalba mentre scopa con un altro uomo e non m'imbarazza che stavolta sia mio padre a farlo. Mia moglie è una cavalla purosangue a cui piace essere montata da uno stallone e mio padre con il suo cazzo lo è.
La sta montando da una decina di minuti, è sudato e non sembra abbia voglia di venire troppo presto a differenza di quanto sta succedendo a me che, dentro all'armadio, vado avanti a toccarmi la cappella.
Papà è prossimo a venire, lo arguisco dal rantolo che gli esce dalla bocca. Inginocchiato fra le cosce di Rosalba tiene le mani appiccicate sulle gambe di mia moglie, mantenute opportunamente sollevate, e accompagna il movimento del cazzo nel culo.
Viene! Viene... e si accascia sull'addome di Rosalba. Resta lì per un tempo che sembra essere infinito. Vengo anch'io e mi sborro nella mano quando mia moglie accoglie l'uccello nella bocca e lo succhia fino a farlo rinvenire.
Vederla mentre succhia mi eccita più del normale e lei lo sa bene.
Ogni volta che partecipiamo a delle ammucchiate sono io che la incoraggio a fare dei pompini. Mi piace stare a guardarla e spararmi una sega seguendo il movimento delle sue labbra. Stavolta mi sono eccitato oltre ogni limite; merito della presenza di mio padre, forse.
Dentro l'armadio fatico a rimanere fermo. Riesco a spostare i piedi di pochi centimetri. Corro il rischio di fare rumore e rivelare la mia presenza.
Sono stanco, malfermo sulle gambe, e non vedo l'ora che Rosalba e mio padre emigrino dal letto per uscire dall'armadio. Desidero una spiegazione da mia moglie, ma non voglio fare scenate di gelosia, tanto meno di fronte a mio padre. Sto pensando a cosa dirle quando papà si alza dal letto e comincia a rivestirsi. Rosalba resta sdraiata sulle lenzuola e non lo accompagna all'uscita dell'appartamento.
Quando la porta si chiude alle spalle di mio padre decido di uscire dall'armadio, sto per farlo quando la voce di mia moglie anticipa la mia uscita.
- Dai, vieni fuori da lì, sciocchino.
Resto muto e non so spiegarmi come abbia fatto a scoprire la mia presenza nell'armadio.
- Uffa! Dai, devo venire a prenderti? - mi sollecita dopo che si è messa seduta sul letto con la schiena appoggiata sulla spalliera e le cosce aperte.
- Vieni, dai, ho voglia del tuo cazzo, adesso.
Esco dal rifugio e mi avvicino al letto, sto per articolare delle parole, ma ancora una volta è lei che anticipa il mio discorso.
- Spogliati, dai...
- Ma...
- Spogliati, ti ho detto!
Mi libero degli abiti e mi ritrovo nudo davanti al letto con l'uccello in erezione.
- Ti è piaciuto stare a guardarmi, eh?
Non le rispondo, afferro la mano che mi tende e decido di lasciarmi trascinare nel vortice delle sue cosce spalancate. Dopo è solo sesso e tanto piacere.




 
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