Reply

LA PROFESSORESSA DI RIPETIZIONI

« Older   Newer »
icon5  view post Posted on 9/10/2008, 21:09           Quote
Avatar

Pleasure Big Vip

Group:
Temibili Pleasure
Posts:
6,919
Reputation:
0
Location:
Le spiaggie di San Benedetto del Tronto

Status:


A scuola non andavo molto bene, anzi piuttosto male e già mi avevano bocciato in prima liceo. Ora si trattava di superare l'esame di maturità ed ecco che mia madre decise di mandarmi a ripetizione di matematica e italiano dalla Prof.ssa Tina.
La Prof.ssa Tina è una bellissima donna ed è sempre stato il mio sogno erotico e soggetto di innumerevoli masturbazioni. Amica di famiglia, ed infatti la chiamavo “zia”, veniva talvolta da noi e talvolta con mia madre eravamo andati da lei. Ho sempre presente quella volta che andammo a casa sua, era estate, suonammo al portone e lei ci aprì lasciando poi la porta si casa socchiusa. Entrati, io corsi in bagno perchè mi scappava la pipì e passando dal corridoio la vidi nella sua camera da letto in babydoll ciabattine anni 60, capelli tirati in su come una diva “fantastica”.
Dunque non potete immaginare che tempesta ormonale si scatenò dentro di me sapendo che dovevo andare a ripetizione proprio da lei, sì proprio lei.
Arrivò finalmente il fatidico giorno, io emozionato come il primo giorno di asilo e con i battiti accelerati come se fossi dopato mi recai dalla prof presentandomi con parecchi minuti di anticipo, tanto era il desiderio di essere da lei.
Venne ad aprirmi e subito mi apostrofò lamentandosi che ero in anticipo e che lei era appena uscita dalla doccia e non aveva avuto neppure il tempo di vestirsi. Infatti indossava una vestaglia e notai subito che ai piedi aveva un paio di ciabattine con tacco alto.
Una vampata di fuoco mi partì dai piedi fino al viso facendomi arrossire come non mai e provocando in me una erezione mostruosa.
“Che fai lì impalato sulla porta d’ingresso entra.”
Lei si incamminò verso l’interno della casa ed io chiusi la porta d’ingresso e la seguii fino allo studio. Mi fece sedere, lei si mise sulla poltrona accavallò le gambe e mi disse:
“Bene, ora cominciamo e come prima cosa da oggi non mi chiamerai più ma , come fanno tutti miei allievi”
Così iniziammo la lezione, ma mentre lei parlava spiegandomi cosa avremmo fatto io ero terribilmente distratto dai suoi piedi nelle ciabattine che lei muoveva nervosamente tanto che i lembi della vestaglia si aprivano di molto lasciandomi vedere le sue bellissime gambe.
Lei le accavallava e poi cambiava posizione mentre leggeva da un suo grande quaderno di appunti e io guardavo senza più ascoltare nulla di quello che diceva completamente preso dalla visione di quelle gambe. Lei con la mano libera chiudeva la vestaglia ma i miei occhi erano lì, spesso per qualche frazione di secondo vedevo le sue bianche mutandine che contrastavano con il colore scuro della vestaglia. E i piedi! Avrei voluto baciare i piedi di questa donna stupenda, ma ad un tratto lei alzando gli occhi dal suo quaderno mi chiese di ripetere quello che aveva detto. Io non sapevo che pesci prendere e lei:
“Mi pare che tu abbia la testa altrove, cominciamo veramente male” ed io arrossi come non mai.
Vederla lì di fronte a me che mi parlava in tono autoritario con la sua voce sensuale e vestita in quel modo aveva prolungato il tempo dell’erezione che durava da quando ero entrato.,
Le chiesi se gentilmente potevo usufruire del bagno. Non avevo necessità di fare la pipì ma una voglia tremenda di masturbarmi. Andai velocemente, mi assicurai di aver chiuso la porta e la sorpresa fu che sulla lavatrice cerano un paio di ciabattine blu (le classiche fluffy slippers degli anni 60) che le avevo già viste portare da lei alcune volte.
Non potei fare a meno di sedermi sul water e presa una ciabatta la misi al naso e con l’altra mano cominciai a masturbarmi.
L’odore dei piedi lasciato sulla pantofola mi aveva annebbiato il cervello, non capivo più niente e tanta era l’eccitazione che venni 2 volte.
La prof Tina aveva subodorato qualcosa ed aveva spiato tutto dal finestrino che dava sulla veranda.
Io, preso da ciò che stavo facendo non mi ero accorto nulla, ed uscito dal bagno come se niente fosse e vedo la mia prof lì davanti alla porta con uno sguardo da incutere timore anche ad un adulto e mi dice:
“Bravo facciamo queste cose! non sai che non si deve, sicuramente lo sai e la mamma te l’avrà detto” adesso telefono a tua madre e le racconto tutto”.
“Oh noh per carità, prometto che non lo faccio più, ma mi vergogno troppo …”
Ma la prof incurante delle mie suppliche prende il telefono
“Ciao Lucia sono Tina, tuo figlio è un po’ discolo, distratto, risponde in malo modo e non mi ascolta, non penso che faremo grandi passi avanti nello studio se continua così, tu cosa mi consigli”?
Non sentii cosa mia madre le rispose ma dalla risposta capii che le aveva detto di darmele.
“Ok se mi dici che posso punirlo e dargliele lo faccio subito, penso che le maniere forti di una volta siano l’unica soluzione”
Tirai un sospiro di sollievo perché pensavo veramente che la prof le avrebbe detto cosa avevo fatto in bagno.
Lei riattaccò alzandosi e venendo verso di me:
“Hai sentito? adesso non ci sono più scuse.”
SCIAFF e parte una violenta sberla di quelle così forti che mi addormentarono la guancia, SCIAFF arriva il manrovescio ancora più doloroso, SCIAFF, SCIAFF, SCIAFF, SCIAFF,
“Seguimi” - mi ordina in tono perentorio. Io la seguo fino allo studio con lo sguardo basso, la faccia rosso fuoco e le guance addormentate come se fossi andato dal dentista.
“Siediti li e sta buono, cosa credevi che avrei detto a tua madre che ti sei masturbato a casa mia, nel mio bagno? No, non arrivo fino a questo punto, ma d’ora in poi farai tutto quello che dico io, ci siamo capiti vero?”
Io risposi di sì e la prof Tina tira fuori dal cassetto una bacchetta di legno e mi ordina di porgerle le mani con i palmi all’insù. Io obbedisco e giù 10 bacchettate sulle mani.
“Ahii, ahiaaa, bastaa, non lo faccio più …” ma lei come se nulla fosse continuò minacciandomi di darmene ancora di più se strillavo.
Finalmente la lezione finì ed io corsi a casa dove mia madre per tutta la cena mi rimproverò di essere un discolo e promettendomi castighi severi se non mi mettevo a fare il bravo. Io poco ascoltai e corsi in camera mia per masturbarmi ancora una volta immaginando la prof con un righello in mano e poi che mi prendeva sulle sue ginocchia dandomi una cocente sculacciata dopo avermi tirato giù i pantaloni e gli slip.
Ovviamente non studiai e il giorno dopo rimasi ancora a pensare alla nuova lezione che mi attendeva.
Alle 15 in punto bussai e la prof Tina venne ad aprirmi. Indossava un vestitino da casa abbastanza corto abbottonato sul davanti e ai piedi ancora questa volta aveva un paio di sandaletti con il tacco alto in vernice di color blu intenso.
La visione dei suoi piedi nei sandali e delle sue gambe mi mise ancora in confusione e così quando iniziò a interrogarmi io feci scena muta.
“Ma dove hai la testa, io mi chiedo, non sai le cose più semplici e che io ieri ti ho spiegato, tu non mi ascolti e se andiamo avanti così ti bocciano ancora una volta. Però io prima ti concio per le feste, tanto tua madre mi ha autorizzato a farlo. Ora ti spiego ancora una volta e poi tu mi ripeti tutto ”.
Come facevo a ricordare tutto se lei continuava ad accavallare le sue gambe mettendo in mostra le sue gambe fino a farmi vedere di tanto in tanto le mutandine perché io ero seduto su una sedia al tavolo e lei si era messa comodamente in poltrona. E poi giocava con i suoi sandaletti sfilandoli con noncuranza e poi rimettendoli in quella danza che ora ho saputo che si chiama dandling.
Come potevo ascoltare e seguire le sue spiegazioni???
“Bene, spero proprio che tu abbia capito tutto e dunque ripeti quello che ho detto”
Bofonchiai qualche cosa ma solo per non stare zitto. Non avevo in mente niente di niente.
“Tu fai apposta per farmi arrabbiare ma ora ti faccio passare la voglia di prendermi in giro” e così dicendo uscì dalla stanza tornando dopo qualche secondo con un battipanni in mano.
“Sono sicura che una punizione con il battipanni ti farà cambiare idea, vieni qui” e così dicendo mi afferrò saldamente facendomi curvare con il busto sul tavolo.
SCIAFF e un primo colpo si abbattè sul mio povero culo causandomi un dolore acuto che mi fece strillare.
SCIAFF e un secondo colpo arrivò ancora sul bersaglio seguito da altri ancora.
Il dolore e il bruciore erano acutissimi e le mie urla altrettanto.
“Allora sei in grado di ripetere o devo continuare?
“Per carità prof non resisto più, prometto che domani sarò più bravo”
“Domani???? Ma scherziamo?! E oggi cosa facciamo? Vacanza? No voglio che anche oggi non sia un giorno perso come quello di ieri. Slacciati la cintura e calati i pantaloni che ti faccio sentire io chi comanda qui”
Con le dita tremanti eseguii quanto mi era stato ordinato. Avevo il culo in fiamme ma anche la testa bolliva in una confusione completa. Severamente sculacciato e bastonato alla mia età! Mia avrei pensato che potessi subire delle punizioni corporali come avevo sentito che si usavano nei collegi nei tempi antichi.
“Sei cocciuto più di un mulo ma vedrai che il battipanni sul culo fa miracoli” e così dicendo la prof con alcuni gesti sicuri mi calò anche gli slip mettendomi a nudo del tutto le natiche martoriate dal battipanni
“OHH ma cosa vedo, non posso credere ai miei occhi, ma sei un maiale, non ti vergogni di avere il tuo pisello eretto, anche adesso che ti sto punendo tu ti ecciti. Sarebbe a dire che trovi quello che ti sto facendo sia una eccitante punizione? Vuol dire che te ne darò ancora ma non voglio rovinarti troppo la pelle e per questo, per concludere, poi ti darò una sculacciata sulle mie ginocchia. Ora mettiti giù sul tavolo e prenditi questi colpi di battipanni.”
SCIAFF, e il supplizio riprese però era vero, ero molto eccitato, non so come ma tutto mi stava eccitando moltissimo e avrei voluto masturbarmi mentre la prof mi stava punendo. Ma era una idea folle e non mi azzardai nemmeno a sfiorarmi.
“Basta con il battipanni se no altrimenti ti scortico tutto, però ora una ripassata con la mano è quello che ci vuole, anche una cocente sculacciata fa male soprattutto se prima il battipanni ha fatto bene il suo lavoro, Girati e fatti vedere ahh sì decisamente un ottimo lavoro e questa notte mi sa che dormi sulla pancia e stasera avrai difficoltà a stare seduto a cena e se tua madre ti chiede qualcosa tu puoi raccontarle cosa è successo e perché io ho dovuto punirti ieri e anche oggi. Girati ancora … ahh ma come sei ancora in queste condizioni? Vergognati, nemmeno gli animali fanno come te e guai se so che ancora ti masturbi perché così facendo porti via le energie e anche la memoria si indebolisce, poi ti farò una doccia gelata però ora vieni qui e distenditi sulle mie ginocchia che ti sculaccio per bene, le meriti proprio”
Mi tirò per un braccio facendomi adagiare sulle sue gambe mentre lei si era messa seduta sulla poltrona. Io sempre con i miei pantaloni e slip alle caviglie.
SCIAFF SCIAFF SCIAFF ahiii oh come bruciava e come era pesante la sua mano sulle mie natiche in fiamme.
Però il contatto del mio pisello con il suo vestito sul quale ero appoggiato stava facendo uno strano effetto e venni mentre lei proseguiva nella sua operazione di sculacciare le mie natiche.
La vista mi si annebbiò in una confusione totale di piacere e dolore.
“Alzati immediatamente, cosa sento sulle mie gambe? Fammi capire meglio ahhh sì ora capisco, non posso crederci, sei il più indisciplinato di tutti miei allievi, una cosa incredibile! inaudita la tua maleducazione, sei un depravato, un animale che non sa tenere a bada i suoi istinti selvaggi. Fila in bagno a lavarti e ricomporti e poi ti congederò per oggi ne ho abbastanza di te e delle tue malefatte. Ma sappi che domani alle 15 in punto devi essere qui e si ricomincia. E se non vuoi assaggiare ancora il battipanni vieni preparato, studia anche tutta la notte se necessario, ma non azzardarti a fare scena muta come oggi. E men che meno fare quelle cosacce da depravato. Fila via che anch’io ora mi devo cambiare per colpa tua che mi hai insozzato il vestito”
Corsi in bagno a sistemarmi e quando uscii c’era la prof Tina nella sua camera che si era tolta il vestito. La porta era aperta e io mi fermai a guardare quella donna dei miei sogni in reggiseno e mutandine e con i sandaletti ai piedi.
Una visione da sogno! Velocemente andai a casa. Molto velocemente perché avevo una cosa urgente da fare chiuso in camera mia

 
PM Email Web  Top
0 replies since 9/10/2008, 21:09
 
Reply